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Un tentato omicidio 

Queste pagine internet sono visitate anche da magistrati. Che in qualche caso mi hanno anche fatto per iscritto i loro complimenti. A loro e a tutti gli altri magistrati che vedranno queste pagine vorrei innanzitutto ricordare che dire ad un professore universitario che ha copiato è come dire ad un magistrato che si vende le cause. 

Soltanto un farabutto può prendere alla leggera questo tipo di problemi. Una persona per bene si ferma un momento e fa attenzione. Ci può scherzare sopra soltanto il magistrato che si vende le cause o il professore che copia. Davanti ad accuse di questo tipo non ci sono vie di mezzo: o è vero o è falso. 

Ricordo soltanto pochi nomi di magistrati accusati di vendersi le cause. Ricordo benissimo i miei colleghi accusati di aver copiato. A volte sono storie all'italiana, come nel caso del prof. Antonio Villani o del prof. Stefano Zamagni. Spesso sono storie finite male, molto male. Con i morti. Di uno, Luca Perrone, ho un ricordo vivido. L'ho conosciuto personalmente e ho usato per anni il suo manuale di metodologia, che ancora di tanto in tanto consulto nella mia biblioteca; mi ricordo come se fosse ieri quando Franco Rositi ci raccontò come era morto e di come quella morte sembrava connessa a quell'accusa: plagio. Era stato un incidente; ma che strano incidente! Come reagirebbe un giudice accusato di vendersi le cause? Di Franco Ferraresi ho un ricordo ancora più netto e recente: gli telefonai proprio per raccontargli la mia vicenda e per pregarlo di spiegare la situazione ad un suo collega di Torino, che aveva in mano le mie carte. Franco era prorettore dell'università di Torino e vecchio amico; anche se non ci vedevamo da tempo e già super premiato da una carriera strepitosa, non rinnegò il passato. Si fece due risate ed effettivamente intervenne in mio favore. Rimasi di sasso quando, dopo qualche tempo ci fu la polemica su quel suo articolo, apparso sul Corriere della sera, che effettivamente in una certa misura era copiato, come riconobbe affranto e sconvolto. Se non ricordo male, scrisse che non sapeva come era potuto accadere, ma ammetteva il fatto. Morto, poco tempo dopo. Per un male incurabile, o per qualche altra ragione?  

Due casi: una percentuale alta: non è una coincidenza. Anche in questo nostro amato tempo e in questo nostro amato Paese, per onore si muore. Una sorta di morte civile temporanea è avvenuta anche nelle file del Polo delle libertà, in relazione alla vicenda del Presidente della regione Sardegna, per un plagio nel suo discorso di investitura, che anche in punti palesemente incongrui ricalcava quello di Formigoni per la regione Lombardia. Nel Polo delle libertà, quel plagio suscitò scandalo. 

Giusta o sbagliata che sia per voi la vicenda di Mani Pulite, è innegabile che tante persone sono morte, si sono suicidate, sono scomparse improvvisamente e prematuramente in preda ad un male incurabile. Anche nel nostro disinvolto paese e anche in questo nostro tempo disinvolto, per onore si muore. Almeno, per vicende connesse a ferite profonde della propria dignità e onorabilità, alcuni sono morti. A proposito delle accuse documentate e comprovate, non dico e non commento. Ma ho molto da commentare e da dire a proposito delle accuse non documentate, non comprovate, frutto di una deliberata falsificazione della realtà. Lasciamo perdere Mani Pulite e torniamo alle vicende universitarie che meglio conosco. Si può rovinare nella maniera più devastante l'onorabilità di una persona senza uno straccio di prova? Giro la domanda a Franco Scoca, con una sottolineatura IMPORTANTISSIMA: Luca Perrone e Franco Ferraresi erano stati accusati carte alla mano. Questo è il punto: si può accusare un giudice di vendersi le cause, ma che succede se l'accusa è totalmente inventata? 

...L'illustrissimo avvocato e chiarissimo professore Franco Scoca sa benissimo qual'è la differenza tra documenti, prove, carte ... e il niente, il puro niente costituito da affermazioni infondate, consapevolmente false, prive assolutamente di qualsiasi riscontro. Niente. Nulla. Zero sotto zero. Eppure accuse ostentate, gridate,  ribadite, riproposte, ripetute. …………….il Consiglio di Stato e il Tar non si sono pronunciati su questo punto, ma come spiegarlo a tutti gli interessati? Franco Scoca ha firmato un'accusa. L’unica possibilità rimasta è chiarire la situazione; delle due l’una: o lui ha accusato ingiustamente oppure ha accusato giustamente. O è un farabutto o è una persona per bene. Lui. E quelli che gli hanno dato ragione? …..

...CONTINUA...

 

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