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L’ATTIVITA’ DI INDAGINE TECNICO-SCIENTIFICA SVOLTA DAL RAGGRUPPAMENTO CARABINIERI INVESTIGAZIONI SCIENTIFICHE

LA STANDARDIZZAZIONE DELL’ATTIVITA’ DI SOPRALLUOGO E REPERTAMENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE

Cap. Andrea ROSSI

 

Nello specifico settore delle investigazioni scientifiche, l’entrata in vigore dell’attuale codice di procedura penale ha, indubbiamente, imposto agli addetti ai lavori un potenziamento della propria capacità d’intervento ed un affinamento delle tecniche d’indagine in grado di contrastare in maniera efficace una criminalità sempre più agguerrita e spesso dotata di mezzi sofisticati.

Le investigazioni scientifiche si sforzano di rispondere, attraverso un complesso organico di attività tecnico-specialistiche, a due esigenze fondamentali per l’azione di contrasto alla criminalità: l’identificazione dei soggetti e la ricostruzione delle azioni delittuose. La soluzione di questi due problemi costituisce il presupposto essenziale dell’applicazione della legge penale, ma anche dell’attuazione della funzione preventiva di polizia. L’Arma dei Carabinieri, per conseguire tali obiettivi, si avvale dell’apporto del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, istituito per soddisfare le richieste di indagini tecnico-scientifiche di P.G. dei Reparti dell’Organizzazione Territoriale e Speciale dell’Arma, della Magistratura e delle altre Forze di Polizia, svolgendo, nei casi più gravi e delicati, anche l’attività di Sopralluogo e Repertamento sulla "Scena del Crimine" grazie alle Sezioni Operative, a composizione mista (dattiloscopia, biologia, rilievi tecnici, balistica, etc.).

Al fine di soddisfare le sempre crescenti esigenze operative nello specifico settore, il Reparto, dalla data della sua istituzione (15 dicembre 1955) ad oggi, ha attuato un costante potenziamento tecnologico ed ha vissuto una progressiva ristrutturazione ordinativa disposta dal Comando Generale dell’Arma che, in particolare, a decorrere dal 1° gennaio 1999, ha determinato:

I tre Reparti Investigazioni Scientifiche di Roma, Messina e Parma, retti da Ufficiali Superiori e posti alle dipendenze del Comandante del Raggruppamento, sono articolati in Sezioni responsabili delle singole Branche della Criminalistica (Biologia, Chimica, Balistica, Dattiloscopia e Fotografia Giudiziaria, Fonica e Grafica, Esplosivi ed Infiammabili). Le Sezioni sono comandate da Ufficiali del Ruolo Tecnico, laureati nelle discipline scientifiche di competenza ed arruolati con apposito concorso pubblico.

La competenza dei tre Reparti è determinata per territorio e per materia:

Detta linea ordinativa ha, inoltre, subito, recentemente, un ulteriore sviluppo con l’istituzione di:

A tal proposito, alla luce dell’importanza che viene ad assumere, ai fini del successo delle indagini di laboratorio, il corretto svolgimento dell’attività di Sopralluogo e Repertamento, il Raggruppamento ha promosso la costituzione, in ambito ENFSI (EUROPEAN NETWORK OF FORENSIC SCIENCE INSTITUTES), organismo nato nel 1995 ed al quale aderiscono Istituti Forensi di 19 Paesi Europei, del Gruppo di Lavoro denominato "Scena del Crimine". Tale Gruppo di Lavoro ha lo scopo di coordinare, a livello europeo, le attività inerenti il sopralluogo e repertamento tecnico sul luogo del reato al fine di standardizzare le procedure e le metodiche impiegate e di addestrare correttamente il personale addetto a tali operazioni.

In tale ottica, è in fase di esame e sviluppo, anche alla luce delle diverse realtà operative delle Forze di Polizia dei Paesi membri, il "Manuale di Buona Pratica nella Gestione della Scena del Crimine" (Good Practice Manual for Crime Scene Management), documento, elaborato a cura dell’organismo forense inglese Derbyshire Constabulary.

Il manuale stabilisce:

Tale iniziativa sta a confermare l’enfasi che occorre attribuire all’attività del sopralluogo e del repertamento ed, in particolare, alla necessità di creare una serie di precisi protocolli operativi in tema di raccolta, confezionamento, trasporto e conservazione dei reperti. L’esigenza di una standardizzazione delle operazioni da condurre sulla scena del crimine era già avvertita in passato ed a tal proposito può essere interessante richiamare una circolare, risalente al 1929, della Direzione Generale della Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni, diretta ai Prefetti del Regno, che suddivide il sopralluogo in tre diverse fasi:

Detto schema generale può ritenersi ancora valido oggi anche se occorre tenere conto, nella fase dei rilievi, delle rivoluzionarie innovazioni nel frattempo intervenute nei vari settori delle scienze forensi (biologia molecolare, chimica, etc.) che consentono, oggi, di spingere in ambiti sempre più estesi rispetto al passato le conclusioni a cui si perviene al termine dei rilievi tecnici (constatazione o raccolta dei dati materiali pertinenti al reato ed alla sua prova) e degli accertamenti tecnici (studio ed elaborazione critica delle fonti di prova, operazioni attuate su base tecnico-scientifica).

E’, altresì, indispensabile che dette conclusioni possano avere piena rilevanza scientifica e, quindi, probatoria, esigenza questa che viene soddisfatta applicando un preciso protocollo ad ogni indagine tecnica in cui, tra le varie fasi, assume rilevanza determinante quella del repertamento, attività nell’ambito della quale oggi molti rilievi non si esauriscono in semplici operazioni tecniche ma prevedono l’utilizzo di apparecchiature sofisticate e di specifiche competenze tecnico-scientifiche.

A tal proposito, estrema importanza assumono quelle tecnologie e metodiche di indagine che consentono la evidenziazione e l’identificazione di tracce latenti di diversa natura (biologiche, dattiloscopiche, esplosivi, stupefacenti, etc.) ossia di tracce che per diversi motivi rimangono non rilevate anche agli occhi dell’operatore più esperto ed attento. In particolare, tra le più innovative tecnologie impiegate nell’attività di sopralluogo e repertamento sulla scena del crimine dai Reparti Carabinieri Investigazioni Scientifiche, abbiamo:

Per la rilevazione di aloni di tracce ematiche latenti su superfici lavate:

Per la rilevazione di microtracce di sostanze esplosive

Le enormi potenzialità investigative offerte dagli strumenti che l’innovazione tecnologica e scientifica mette oggi a disposizione degli operatori di Polizia Giudiziaria, rischiano di essere "sotto-utilizzate" se non addirittura, in qualche caso, vanificate se non si procede ad affermare e consolidare nelle componenti istituzionali che lavorano, ai vari livelli, per la Giustizia, la "cultura" dell’investigazione scientifica ed, in particolare, del sopralluogo sulla scena del crimine. Il conseguimento di tale obiettivo è possibile attraverso:

E’ in tale ambito che si rivolgono gli sforzi del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche ed, a livello internazionale, del Gruppo di Lavoro ENFSI sulla "Scena del Crimine".

Cap. Andrea ROSSI

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