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Giustizia inflessibile con la prostituzione

La solita estate italiana. I giornali campani parlano di Far West nella loro regione e il direttore del <<Mattino>>, commentando un fattaccio di cronaca nera, scrive che a Napoli chi esce con un certo tipo di orologio <<compie una sorta di atto di sfida>>. La Puglia si interroga su ricorrenti episodi che sembrano ispirati da spiritismo grossolano e sanguinario. La DIA descrive il radicamento in grande stile della mafia albanese in tutta la penisola. Il sindaco di Corleone annuncia orgogliosamente che adesso anche il suo è un paese normale: rapine in banca, ladri, vandali, estorsioni, come in ogni altra parte. Il procuratore Boemi precisa perché Reggio Calabria è l'unico posto nel Meridione in cui non si ammazza più nessuno da dieci anni: l'ordine pubblico è assicurato dalla 'ndrangheta e tutti tacciono <<a iniziare dal governo>>. A iniziare dal governo? Cosa vorrà mai dire o sottintendere?
Nella solita estate italiana, la solita giustizia. Che non deve essere valutata malvagiamente: non è inerme davanti al crimine. Ha mostrato i muscoli a quel ragazzo di Treviso, che si è suicidato l'8 settembre 2000, dopo il sequestro della propria macchina e l'incriminazione per favoreggiamento della prostituzione. Il suo delitto? Stava riaccompagnando la prostituta dove l'aveva trovata. A fronte di milioni di reati che non vengono contestati e rimangono impuniti, vengono inventati reati che non esistono e questi reati inesistenti vengono perseguiti inflessibilmente.
In un articolo di commento a questa vicenda tragica, due volte tragica, Massimo Fini ha scritto: <<Questo Paese sta diventando sempre più indecente. Per i tangentisti, i rackettari, i ladri, i corrotti, i corruttori, i truffatori di orfane, i falsificatori di bilanci, purché eccellenti, naturalmente, si cercano e si trovano mille vie d'uscita oltre che giustificazioni...Ma se un ragazzo di 25 anni va a puttane, va punito. Ed è il caso di dirlo, sputtanato addebitandogli un reato che non ha commesso. E se poi muore di vergogna saran fatti suoi, un'altra volta impari a rispettare non la legge (quella più la si viola più si viene rispettati) ma la neomorale pubblica...>>.
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