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Il metodo della ricerca e l'importanza della previsione (da riformulare integralmente)

Questa ricerca è stata svolta attraverso attraverso meccanismi e modalità non convenzionali. In particolare, attraverso la consultazione di questa pagina internet è stato possibile osservare la ricerca durante il suo progredire: i lettori intervengono offrendo suggerimenti, critiche, informazioni. Internet permette possibilità un tempo impensabili.

     .........La mancanza, a volte, di un rapporto diretto dell’autore del reato con la vittima e la difficoltà, a volte, di individuare una vittima specifica, sono stati fattori che hanno indotto gli studiosi a vari ragionamenti prudenti. Un aspetto rivelatore del basso livello di reazione sociale e di censura sociale è l’uso frequente dell’aggettivo disonesto, invece che criminale, nei confronti degli autori di questi reati: essi spesso non vengono stigmatizzati come delinquenti dalla collettività e non si considerano delinquenti.

    Parallelo al problema della criminalità dei colletti bianchi è il problema della criminalità diffusa. Si tratta di un problema presente in molti paesi, con modalità diverse, e da anni viene discusso da sociologi, criminologi, penalisti (Fiandaca e Musco, Diritto penale, Parte speciale, 1996, p.1). Non si può certo dire ad esempio che il legame perverso tra politica e affari sia un fenomeno esclusivamente italiano (anche se alcuni aspetti sono ovviamente specifici).

    Il problema dell'illegalità diffusa è noto in diversi contesti nazionali, mentre cambiano molto invece da paese a paese le strategie di risposta. Esiste un'anomalia italiana in tema di criminalità organizzata, di evasione fiscale, di abusivismo edilizio, di contraffazione di prodotti industriali e commerciali, eccetera, ma esistono anche varie anomalie italiane in tema di organizzazione della magistratura, di controlli del tutto inadeguati, di leggi inadeguate e sostanzialmente criminogene. Attraverso l’esempio di aliquote fiscali troppo ingorde che generano di riflesso un’evasione tributaria di massa, nel suo volume Lo Stato criminogeno, Giulio Tremonti ha messo in rilievo come una catena causale che parte dal cattivo funzionamento della legalità può generare una criminalità di massa: <<L’estensione dello Stato causa la proliferazione delle leggi; la proliferazione delle leggi causa la moltiplicazione degli illeciti, reali o potenziali; la moltiplicazione degli illeciti causa, infine, prima la diffusione e poi la banalizzazione dei crimini>> (p.18). ........

    Ci occupiamo di magistrati, avvocati, professori universitari, con l’ovvia precisazione che esistono tantissimi magistrati, avvocati, professori onesti, e a loro soprattutto affidiamo questa ricerca che potrà essere osservata e migliorata nel suo svolgimento.

   In questa ricerca abbiamo tentato in molti modi di descrivere il funzionamento di alcune istituzioni. Le conclusioni qui presentate sono il risultato di letture degli atti, della osservazione dei comportamenti, di interviste e di conversazioni, con magistrati ordinari, con magistrati dei Tar, con Consiglieri di Stato, perfino con parenti e collaboratori dei magistrati amministrativi. Spesso le informazioni sono state fornite fortuitamente, nate da una conversazione molto franca e svolta nei contesti più svariati. Con il figlio di un consigliere di Stato, ad esempio, nel corso di un viaggio in automobile per una simpatica cenetta in uno dei ristoranti di Matera! Quante cose si dicono guidando un’automobile, che non si direbbero nel corso di un'intervista formale!

  Oggetto di questa ricerca è la zona grigia che esiste al confine tra l'università e la giustizia amministrativa.......

Esistono molti episodi che riguardano Consiglio di Stato e criminalità propriamente detta. Ad esempio, l'avvocato Fabrizio Fabrizi viene assassinato a Pescara nell'ottobre 1991. Dai floppy disck sequestrati nel suo studio e da vari altri documenti emersero tantissimi filoni d'inchiesta, sul suo assassinio e sulle sue attività. Dagli investigatori furono ritenuti rilevanti, ad esempio, i collegamenti dell'avvocato Fabrizi con la vicenda degli appalti miliardari del consorzio di Bonifica Vestina: un appalto di 15 miliardi aggiudicato da una commissione in cui c'era il presidente del Tar Lazio. Complesse indagini sono state svolte su questa vicenda, che riguardava un magistrato amministrativo che non è stato indagato soltanto in relazione a questo affare. E' stato in carcere per corruzione nell'ambito di un'altra vicenda abruzzese: la discarica di Vasto.

    L'autista dell'avvocato Fabrizi e la moglie dell'avvocato Fabrizi raccontarono negli interrogatori il rapporto (<<che andava molto al di là della professione>>) tra l'avvocato e il magistrato. Questo episodio può essere seguito perché per molto tempo, negli anni di Mani Pulite, è stato seguito sui giornali locali. Ma ci sono state tante altre vicende complicate, chiacchierate, sussurrate, intorno ai palazzi romani della giustizia amministrativa. Consiglieri di Stato inquisiti come evasori fiscali totali, invischiati in gare d'appalto tutt'altro che trasparenti, eccetera eccetera...

   Su tutti i pezzi del sistema amministrativo grava poi la cappa di "Roma ladrona". A Roma ci sono ovviamente giudici integerrimi, ma ci sono state vicende assai ingarbugliate. Ieri ed oggi, come ad esempio il caso preso in esame dai magistrati di Perugia, che approda nel 1999 alla richiesta di rinvio a giudizio per 56 persone, in buona parte accusate di associazione a delinquere. Si tratta di una organizzazione criminosa da molti anni attiva a Roma, che qui ricordo per un aspetto specifico segnalato dai magistrati di Perugia: <<il ricorso sistematico alla corruzione di pubblici ufficiali mediante promesse di dazioni di danaro o altre utilità, come l'assunzione con ruoli dirigenziali in società a capitale pubblico, nonché l'agevolazione della progressione in carriera, al fine di collocarli in posti chiave. Tali da poter influire sulla scelta e l'approvazione di progetti e opere, e comunque sull'assegnazione di appalti, subappalti, commesse...>>.

   Ho ricordato l'inchiesta condotta dai magistrati di Perugia per sottolineare che si può influire su una sentenza in molti modi: ci può essere l'omicidio, oppure la corruzione attraverso un versamento di denaro -  ma sono casi estremi. Ci sono tanti altri mezzi; regali, prestiti, relazioni con le mogli e con le figlie, il rapporto di frequentazione coltivato per anni, l'imparzialità e l'onestà dimostrate in occasioni di comodo, l'amicizia apparentemente e ostentatamente disinteressata, insomma la credibilità sulla quale fare scivolare l'allusione, la battuta, la barzelletta, al momento opportuno e nel modo opportuno.

    Solo i primitivi si servono del delitto o del pagamento in contanti (che comunque esistono); ci sono molti modi per influenzare una sentenza.

 

   

 

 

 

 

 

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