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Risposte alla domanda : l'illegalità in Italia è maggioranza? e perché ?
Autorevolissimi
osservatori hanno definito il funzionamento di varie parti del nostro sistema
istituzionale con aggettivi come <<allucinante>>,
<<spaventoso>>, <<caotico>>,
<<irrazionale>>,
<<virtuale>>, <<schizofrenico>>,
<<grave>>, <<folle>>, <<carnevalesco>>,
<<assassino>>, <<mafioso>>, <<doppio>>, e,
al minimo, <<confuso>>. In
queste pagine sosteniamo la tesi che il funzionamento confuso della legalità causa comportamenti che formalmente sono
illegali, ma vengono ritenuti legittimi, comprensibili, scusabili, dagli autori
di molti reati e dalla maggioranza della popolazione. La legalità confusa
è all’origine della illegalità diffusa.
E’ questo l’aspetto più propriamente specifico del caso italiano ed
è una situazione del tutto diversa rispetto a quella classicamente
ottocentesca: allora si riteneva che alla base della illegalità ci fosse una questione
sociale, derivata dalle disuguaglianze economiche; oggi, invece, alla base
di molta parte dell’illegalità c’è una questione
istituzionale. Differenti interpretazioni concordano su un punto:
l’arretratezza in Italia dello Stato, strutturato in maniera non moderna e non
confrontabile con le altre grandi democrazie europee. Lo Stato inefficiente,
clientelare, corrotto, ingiusto, è uno Stato criminogeno.
In seguito, continueremo esaminando le altre risposte: è colpa della classe politica, della classe dirigente, eccetera
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