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Il mondo dopo l'11 settembre. Le interpretazioni sballate

Pubblichiamo integralmente una recensione apparsa su Le Monde Diplomatique del febbraio 2003. Forse conviene sottolineare che si tratta di un organo di stampa assolutamente non filoamericano e quindi particolarmente da prendere in considerazione sotto questo profilo.


Il Complotto è la confutazione del libro di Thierry Meissan L'incredibile menzogna. Come si ricorderà M. sostiene, al pari di altri autori, che intorno al 11 settembre vi sia un grumo di menzogne e di depistaggi operati dall'amministrazione degli Usa. M. si differenzia però al momento di ricostruire gli avvenimenti che a suo vedere sarebbero stati causati da una grande cospirazione, condotta non da al Qaeda, non intercettato o forse colluso con i servizi Usa, ma, nel corso di un vero e proprio colpo di stato, da un'ala del potere militare degli Usa. Questo potere segreto avrebbe colpito il Pentagono con un missile e le Twin towers con due aerei teleguidati a bersaglio da un dispositivo elettronico posto all'interno stesso del World trade center. La prova materiale principale consisterebbe nel mancato ritrovamento di detriti sul prato davanti al Pentagono; un'altra prova nell'inesistenza di testimoni oculari dell'accaduto tra le persone comuni. Ricostruito così il fatto e il complotto che lo circonda, ogni aspetto trova una sua collocazione; l'assenza e la contradditorietà delle informazioni sarebbero altrettante prove di oscuramenti e depistaggi, mentre tutto quello che contrasta decisamente l'assunto o prova il contrario sarebbe di nuovo una prova evidente di un controllo degli apparati di intelligence, noti o coperti, sull'informazione e sui media. Guillaume Dasquié e Jean Guisnel, gli autori di Complotto si propongono di offrire le prove degli errori e della cattiva fede di M. E lo fanno con un impegno inusitato: se alla base del libro da confutare c'è la questione del Pentagono essi vanno a svolgere l'inchiesta, interrogano le persone, una quantità di testimoni e irridono alla mancanza di professionalità di M. che - giornalista in pantofole, affermano - non lo ha fatto. Ma D & G non si limitano a questo: essi risalgono anche alle fonti: analizzano i dubbi contatti di M, contatti ambigui di un'estrema destra, spesso travestita. E infine puntano il dito contro il Réseau Voltaire, importante centrale francese di controinformazione, considerata per lo più di sinistra, facendo rivivere un durissimo scontro che ha accompagnato in Francia il successo della Incredibile menzogna. Si delineano due fronti che si scambiano accuse di fascismo, ma sono l'uno filoisraeliano e l'altro filoarabo. E così si spiegano anche i mezzi, davvero esagerati che gli autori della confutazione hanno avuto da spendere. Insomma: da un tentativo di cercare la difficile verità, risulta una paranoia contro un'altra paranoia. Il sospetto cresce e il pubblico è sempre più incredulo e spaesato, convinto che il potere fa sempre e comunque disinformazione, ma che anche i media (tutti i media) fanno parte del potere.

Guglielmo Ragozzino

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