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Francesco Sidoti- Angelo Casto
La macchina della verità. Nata in Italia ed emigrata negli Stati Uniti. Perché?
Questo volume è pubblicato dall'editore Laurus Robuffo.
Presentiamo l'indice ed il primo paragrafo della parte curata da Francesco Sidoti.
Un caso di fuga dei cervelli: perché il
lie detector è emigrato in America.
La tenebrosa vicenda del primo sistema biometrico usato a scopi di sicurezza
Indice
1.1 Premessa: crimini e biometria
1.2 Scienza e bugie
1.3 Verità e lie detector
1.4 L’inquisizione e l’investigation
1.5 Fatti e parole, domande e risposte
2.1 La storia italiana del lie detector
2.2 Un’altra americanata di successo ?
2.3 La sfortuna del lie detector in Italia
2.4 La cultura investigativa durante il fascismo
2.5 Il “modello italiano” nell’età repubblicana
3.1 Biometria e limiti della conoscenza umana
3.2 Errore e inganno nella knowledge society
3.3 Identità e globalizzazione
3.4 Il poligrafo tra arte e scienza
3.5 La cultura investigativa del futuro
Premessa: crimini e biometria
Nella cultura investigativa italiana il lie detector non ha spazio; nella cultura investigativa degli Stati Uniti ha invece uno spazio enorme. Ogni paese ha la propria storia ed il proprio modello di sviluppo, sia nel campo investigativo sia in altri campi. E’ molto difficile dire che un modello sia in tutto e per tutto migliore rispetto ad un altro, perché dentro ogni modello c’è una serie sterminata di cause ed effetti, di pregi e difetti. Ma alcuni profili possono certamente essere considerati “migliori in assoluto”. In particolare, l’impiego delle tecniche biometriche dovrebbe essere, fuori discussione, un elemento positivo di certezza e di garanzia.
La storia del lie detector in Italia è la storia peculiare del mancato impiego di una tecnica biometria specifica, ideata a scopi di sicurezza e utilizzata per la prima volta a scopi investigativi. Questo mancato impiego è davvero singolare, visto che il lie detector è nato proprio in Italia, come riconoscono gli americani, che ne fanno l’uso più intenso ed appropriato! Ideato ed utilizzato addirittura da Cesare Lombroso, il lie detector è usato in molti paesi civili e moderni, in aree culturali straordinariamente eterogenee, dal Giappone al Pakistan.
Si ripercorre tale vicenda bizzarra non sotto il profilo meramente documentario e ricostruttivo, ma sotto il profilo dei problemi di carattere più generale che hanno sbarrato il passo a questa tecnica biometrica e che ancora sbarrano il passo ad un aggiornamento. Il poligrafo può essere utilizzato nei tribunali (e in questo caso molte precauzioni sono necessarie), ma può anche essere utilizzato a scopi investigativi, per misurare la fedeltà aziendale, eccetera.
La vicenda del lie detector si colloca dentro la straordinaria storia della scienza e della biometria in particolare (che arriva oggi all’analisi del DNA e alle infotecnologie più sofisticate); questa storia vale in quanto esalta la possibilità di tutelare le persone più deboli (immigrati, disabili, bambini, donne, innocenti ingiustamente accusati) che attraverso la biometria possono difendere la propria identità dalle innumerevoli opportunità offerte all’aggressività, alla violenza, alla sopraffazione, all’errore.
Qui non si tratta di perorare l’uso di una macchina che, rispetto alle lontane origini, vede la nascita di innumerevoli altri strumenti, ben più potenti e sofisticati. Qui si cerca di capire perché tanto è avvenuto, in maniera da trarne insegnamenti per il futuro.
La biometria è oggi arrivata ad una vetta straordinaria: le infotecnologie, che vedono il corpo umano come una banca dati: un insieme di informazioni che può essere certo analizzato, controllato, manipolato, riprogrammato, ed anche semplicemente interrogato. Il corpo umano può essere interrogato senza fare ricorso alle parole; e può rispondere senza parole ingannevoli (e senza bisogno di accomodarsi sulla tavola di dissezione anatomica, con tutto il rispetto per gli estimatori di Crime Scene Investigation). Poiché l’uso dei sistemi biometrici nell’investigazione coinvolge interrogativi fondamentali, sarà necessario soffermarsi su aspetti fondamentali.
......continua......potete collegarvi con il sito dell'editore Laurus Robuffo, dove troverete anche le indicazioni per acquistare direttamente il volume
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