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I  DELITTI  PER  UN  DOLLARO

 

     Nella requisitoria sul caso Marta Russo, a proposito del movente di quell'omicidio, maturato dentro la Facoltà di Giurisprudenza dell'università di Roma, il pubblico ministero Luciano Infelisi ha sostenuto che il movente "non è importante, quando un omicidio è confortato da testi oculari e da prove scientifiche, che non li smentiscono". Se c'è il reato e c'è il colpevole, non è indispensabile conoscere la motivazione. La scoperta del movente non è decisiva, perché spesso la motivazione di un determinato delitto risulta opaca, indecifrabile, senza un senso immediatamente chiaro.

    Il tema dei sensless crime è ormai da molti anni pacificamente accettato e discusso nella letteratura criminologica: di fatto esistono un sacco di crimini apparentemente commessi senza motivazione e senza senso. "Apparentemente" perché la motivazione e il senso ci sono, necessariamente debbono esserci, ma sono così futili o tortuosi o abnormi da risultare inesplicabili e incomprensibili all'osservatore esterno, che dovrebbe calarsi nella mente di un soggetto assolutamente fuori dal normale: crimini commessi per noia, per arroganza, per stupidità, per sfida, da soggetti afflitti da giganteschi complessi di inferiorità o di superiorità. Nel caso dei serial killer, ad esempio, il volume in cui viene raccontata l'esperienza del fondatore dello studio scientifico del fenomeno, ha per titolo Mindhunter: cacciatore di menti, di stati d'animo patologici e abnormi. Il crimine del serial killer è spessissimo un crimine nei confronti di una persona del tutto sconosciuta all'autore del reato.

    La categoria del delitto per un dollaro è una sottocategoria del delitto senza motivazione: l'osservatore esterno può difficilmente immaginare che un determinato crimine possa essere stato commesso per una motivazione così infima, quale può essere un dollaro. Ma quante volte accade! La dizione delitto per un dollaro è ripresa 

combinazione di arroganza e di sfida

Il rischio in Italia

      Il Tar del Lazio decide su problemi come il ricorso di Seat e Telecom Italia; un ricorso dal quale dipende nientemeno la nascita del terzo polo televisivo e un cambiamento profondo negli equilibri della comunicazione televisiva. Interessi enormi; cifre da far girare la testa. Il Tar Lazio decide su controversie come la maximulta da 4.000 miliardi inflitta al consorzio di imprese che si è ritirato dalla gara Umts. Il fatto che i consiglieri di Stato (perché alla fin fine sempre di consiglieri di Stato si tratta, anche quando in prima fila c'è il Tar, perché il presidente del collegio è un consigliere di Stato) trattino interessi spesso enormi, favorisce non soltanto la nascita di un ego ipertrofico e di un'arroganza ipertrofica, ma di un rapporto speciale con gli avvocati e soprattutto con quegli avvocati che sono soci, in vari contesti, dagli arbitrati ai consigli d'amministrazione.

     I consiglieri di Stato sono costretti a dibattersi tra tanti casi, molto diversi e diversamente motivati. Arretrati di anni; migliaia e migliaia di persone che vogliono giustizia; migliaia e migliaia di leggi contraddittorie che autorizzano qualunque interpretazione. E' naturale appoggiarsi all'avvocato.

    Non stiamo trattando di grandi complotti e grandi interessi. Ci stiamo occupando della categoria ideale dei delitti per un dollaro, un dollaro piccolo piccolo che rinvia ad un complotto piccolo piccolo. Se, in maniera del tutto teorica ed ipotetica, immaginiamo un grande avvocato e se questo grande avvocato, amico e collega di un magistrato, spende la sua parola presso quel magistrato che opera nel settore squinternato e farraginoso della giustizia amministrativa, è pressoché inevitabile che la bilancia cominci a pendere da una parte anziché dall'altra.

    Se questo amico ti dice che si tratta di un caso in cui è coinvolto un individuo spregevole, un ladro, un plagiario, come non dargli retta? Non è necessaria la corruzione. Non è necessaria la consapevolezza precisa dell'infamia compiuta. Accipicchia, si tratta di un dollaro, che ti viene chiesto da un caro amico…

...CONTINUA...

 

 

 

 

 

 

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