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La grande crisi mondiale del settembre 2008: un'opportunità.
La grande crisi delle borse potrebbe essere interpretata in termini esclusivamente economici, ad esempio come un problema di ricapitalizzazione delle banche e di eccesso di indebitamento. La finanziarizzazione dell'economia e la bolla speculativa hanno permesso tassi di crescita mondiali di livello inaudito (5% all'anno), che di conseguenza hanno promosso lo sviluppo sociale di larghe aeree del mondo, in Asia soprattutto, ma anche in Africa. Questo vortice di soldi alla fine ha generato una crisi di enormi dimensioni, imparagonabile ad altri precedenti fenomeni simili come la crisi del 1987: è la fine di un sistema, basato su scarsi controlli, vigilanza formale, imbrogli diffusi ed impuniti. Era il sistema di Enron, di Parmalat, dei fondi argentini, eccetera: inevitabilmente destinato ad affondare nell'instabilità economica, sociale, istituzionale. In questi siti sono stati messi in evidenza due episodi particolarmente rappresentativi: la vicenda straordinaria di Leo Spitzer, che dopo otto anni come attorney general a New York e sceriffo di Wall Street, ha fatto una fine ingloriosa, che illumina pienamente il funzionamento del sistema dei controlli. Come trarre lezioni di carattere generale, da episodi e temi apparentemente scollegati? Altro esempio è quello di Fukuyama: ha parlato di una transizione e di un'opportunità storica, ma viene interpretato come portatore di una generica esortazione: è soltanto un piccolo esempio, ma forse rappresentativo di una più ampia arretratezza culturale, che poteva essere perdonata soltanto nell'epoca delle vacche grasse.
Da questa grande crisi delle borse nascerà un mondo nuovo ed un nuovo ordine internazionale. La Cina detiene centinaia di miliardi di dollari di debito americano. Il petrolio aveva goduto una rendita di posizione che sarà modificata. la globalizzazione ha permesso sviluppo, ma ha anche generato tensioni, e soprattutto opportunità antisistema, dai terrorismi al crimine organizzato, fino agli imbrogli finanziari. Nasceranno ridimensionamenti e riposizionamenti. La recessione globale è un'opportunità, non soltanto una catastrofe. Una mutazione genetica è in corso.
La globalizzazione ha aperto una spirale che è contemporaneamente di crescita e di instabilità economica, istituzionale, sociale.
Ci saranno ancora altre crisi, che sono una caratteristica del capitalismo fin dalla sua nascita (la distruzione creativa di Schumpeter). ma nasce un nuovo sistema di regole, una nuova disciplina dell'intervento pubblico, nuovi strumenti culturali e pratici della sicurezza.
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