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Il Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato è il vertice del sistema amministrativo italiano. Ma che cos'è il sistema amministrativo italiano? In buona misura, un coacervo di inadempienze, di inefficienze, di sprechi, di inerzie, un mastodontico ammasso di regole inosservate o inosservabili, uno sfascio che non ha eguali in Europa. Le ragioni e le cifre di questa situazione sono denunciate sia dalle vittime, sia dagli osservatori, sia dagli stessi magistrati (a cominciare da quelli contabili, ad esempio in occasione della loro cerimonia di apertura dell'anno giudiziario).
In particolare, sono memorabili
alcuni giudizi espressi a suo tempo dal ministro della Funzione pubblica,
Massimo Severo Giannini in un Rapporto che fu approvato all'unanimità dal Consiglio dei ministri
e, se non ricordo male, dal Parlamento: <<…sulla pelle del cittadino, si
consentono alle amministrazioni pubbliche comportamenti che le leggi vietano ad
ogni privato. Talché il potere pubblico viene sovente a presentarsi come un
singolare malfattore legale, che permette a sé ciò che invece reprime nel
privato…>>. Il Rapporto così
si conclude: <<L'odierna figura dello Stato è per i cittadini una
creatura ambigua, irragionevole, lontana, ogni contatto con la quale fa solo
ripetere: je ne sais de tout temps quelle
injuste puissance, laisse le crime in paix et pursuit l'innocence>>.
Dunque, il sistema amministrativo italiano LASCIA IL CRIMINE IN PACE E
PERSEGUITA L'INNOCENZA: questo è il parere del più autorevole studioso
dell'argomento nella storia dell'Italia repubblicana.
Il Consiglio di Stato è il vertice del sistema
amministrativo italiano, e mai come in questo caso è vero il detto: il pesce
puzza sempre dalla testa. Perché il Consiglio di Stato è certamente la testa
del sistema amministrativo, sia dal punto di vista giurisprudenziale (perché il
contenzioso viene deciso in via definitiva in quella sede), sia dal punto di vista
tecnico-organizzativo (perché sono in massima parte consiglieri di Stato le
persone insediate alla guida della gestione amministrativa, come capi di
gabinetto dei vari ministri), sia dal punto di vista ideativo-programmatico
(perché i consiglieri di Stato vengono ritenuti i maggiori conoscitori
dell'amministrazione e inevitabilmente in funzione consultiva ufficiale o
ufficiosa si ritrovano a ideare o a gestire ogni cambiamento).
Uno degli aspetti più importanti del sistema
amministrativo italiano è l'immenso guazzabuglio delle 150.000 leggi, più leggine,
circolari, decreti, norme esplicative, pareri, giurisprudenza, eccetera. Un
incubo che permette la grande pacchia dei consiglieri di Stato:
sembrano i soli a capirci qualcosa. In effetti sono soltanto i soli ad avere
l'ultima parola: in una terribile babele, non ci capiscono niente neanche loro,
ma formalmente sono quelli che decidono
e per questo vengono immediatamente cooptati dai governanti di turno,
indipendentemente dai cambiamenti di maggioranze o di regime. Sostengono alcuni:
<<C'era il centrodestra? E i consiglieri di Stato erano massoni o
cattolici. C'è il centrosinistra? E molti consiglieri di Stato diventano
democratici e progressisti. E' un sostegno reciproco: chi va al potere, ha
bisogno dei consiglieri di Stato, e i consiglieri di Stato sono per definizione
al servizio del potente di turno, scartabellando tra leggi, leggine,
regolamenti, decreti, note interpretative, e via seguitando fino a
centocinquantamila. Non li vincola niente, né il precedente, né la norma,
perché nel mare magno di regole in vigore, che a volte risalgono fino all'unità
d'Italia, sono sempre in grado di trovare un altro cavillo o un'altra legge, o
comunque tirano fuori dal cilindro l'interpretazione più conveniente di quella stessa legge o di quello stesso
precedente>>.
Veri topi nel formaggio, vivono nell'ombra e
nell'oscurità, non vanno mai in televisione o sui giornali, ma non perché
siano riservati o timidi: stanno tutti i giorni nei consigli d'amministrazione
delle grandi imprese pubbliche, scovano i sofismi più adeguati per placare
ministri imbestialiti con i Tar, scrivono sentenze che spostano da una parte o
dall'altra centinaia di miliardi, stanno in comodi arbitrati che fruttano ogni
anno centinaia di milioni.
Rosi dalla contraddizione fatale tra l'immagine di eminenze grigie e una realtà molto più triste,
alcuni consiglieri di Stato in particolare portano la massima responsabilità del funzionamento
<<delinquenziale>> del sistema: nel senso specificato da Massimo
Severo Giannini ieri, e confermato da tanti altri oggi: lasciano il crimine in
pace e perseguitano l'innocenza.
Usciamo per il momento fuori dai ragionamenti di carattere generale e cominciamo con
l'analisi di un caso....
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