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Una lettera alla responsabile della Governance dell'Università dell'Aquila - Prima del terremoto
L’Aquila, 29 marzo 2009
Gentile dottoressa Chiusi,
ho appreso dalla professoressa Gasbarri che in Senato accademico è stata “ritirata” la convenzione con la City University di Londra. La professoressa Gasbarri mi ha detto di rivolgermi a Lei. In merito a questo episodio (visto come un caso isolato), osservo quanto segue:
1) C’è stata e c’è un’insistente domanda degli studenti iscritti al Corso di laurea in Scienze dell’investigazione, per un’offerta didattica di alta qualificazione ed in lingua inglese, da conseguire all’estero. Nel nostro Corso di laurea mancano una serie di strumenti che sono altamente significativi per un giovane che decide di scommettere a L’Aquila la propria vita ed il proprio futuro professionale. Ad esempio, non abbiamo un Dottorato ed abbiamo soltanto una biennale, che, mi dicono, verserebbe in serie difficoltà. Questo è soltanto un esempio: ne potrei fare molti altri, e l’insieme degli esempi disegnerebbe un sistema – che ha bisogno di tanta buona volontà. Il nostro rapporto numerico tra docenti e discenti è un numero. Ha la forza imparziale, oggettiva, schiacciante, dei numeri.
2) Dopo molti sacrifici personali e dopo che altre università di lingua inglese avevano rifiutato una convenzione, sono riuscito a convincere alcuni colleghi britannici a sottoscrivere una convenzione. Per rispondere alle legittime domande degli iscritti, si doveva trattare di un’università di buon livello, ma proprio per questo la convenzione era di difficile realizzazione: molti studenti da tutto il mondo vano a Londra, mentre il numero degli iscritti stranieri nelle università italiane è al confronto misero, e, in Italia, dove vanno, si trovano davanti corsi impartiti in italiano,eccetera. Sarebbe stata facile una convenzione mirata sull’interesse del docente e debitamente finanziata dall’università; è molto più complesso costruire una convenzione (come quella in oggetto) disegnata esclusivamente in favore degli studenti e che non porta vantaggi per i docenti italiani.
3) L’individuazione dell’università, dei docenti e della disponibilità ha richiesto un lungo e faticoso lavoro, perché mentre università di serie C sono molto disponibili a fare accordi, le università prestigiose sono molto selettive (peculiare è ovviamente l’ipotesi delle università che sono contemporaneamente di serie C e molto selettive).
4) L’università che ha accettato di fare un accordo con noi, rivolto a soddisfare le motivate, pressanti e giustificate richieste degli studenti aquilani, è una delle più prestigiose università inglesi, tanto è vero che, fondata nel 1894, è quinta tra le università del Regno Unito nella classifica “for offering graduates the best prospects following their studies” secondo il The Times Good University Guide 2008. Stessa clamorosa posizione di classificazione in The Sunday Times 2008 University Guide “ranking’s employability rating, for students in graduate level jobs six months after graduation”. Il Times ed il Sunday Times non sono un giornaletto di Roccacannuccia. Questo è il livello delle persone con le quali, in piena modestia, tento umilmente e abitualmente di ragionare, e questo è il livello delle università che porto in convenzione con l’Università di L’Aquila. Attualmente sto svolgendo una ricerca in Turchia con docenti di Heidelberg, i quali, appena tre mesi or sono, stavano festeggiando il Nobel assegnato ad un docente di Heidelberg per la medicina. Si parla tanto di internazionalizazione: ho preso sul serio questo tema e mi aspetterei qualche sostegno.
5) Nel nostro campo specifico di interesse, il Dipartimento di criminologia della City University è ritenuto il migliore o uno dei migliori del Regno Unito. Ad esempio, insegna a City University il professor Eugene McLaughin, autore del Sage Dictionary of Criminology, testo di riferimento nel mondo per gli studiosi del settore. Prima di insegnare a City University, il professor McLaughin insegnava presso la Hong Kong University.
6) Dopo un lungo percorso, compiuto senza disturbare le nostre strutture accademiche e burocratiche, e dopo aver conquistato la disponibilità dei colleghi britannici, infine ho affidato tutti gli aspetti tecnici e sostanziali della convenzione ad una trattativa condotta esclusivamente attraverso il nostro ufficio relazioni internazionali, che ha curato la redazione dell’accordo dalla prima all’ultima parola, incluso un lungo e dettagliato carteggio che si è svolto sia con i docenti inglesi sia con l’ufficio relazioni internazionali della City University.
7) Questa convenzione è stata approvata da tutti gli organismi accademici previsti, a cominciare dal Consiglio di Facoltà di Scienze della Formazione. Sono passati molti mesi dal momento in cui ho proposto la convenzione all’ufficio relazioni internazionali; sono passati molti mesi da quando la pratica è arrivata in Facoltà, per poi ripartire dalla Facoltà verso il livello successivo.
8) Non è più possibile cambiare una virgola della convenzione, così com’è, a meno di sbugiardare tutti quelli che finora ci hanno lavorato, in Italia e nel Regno Unito…. e ricominciare un giro pluriennale di approfondimenti e di autorizzazioni.
9) Da quando è stata contattata una prima università inglese, ad oggi, sono trascorsi più di due anni ed ho in cassaforte una tonnellata di documenti in proposito, a cominciare dalle richieste plurime e circostanziate degli studenti.
10) Non ho ben capito le ragioni di quel che un collega ha definito una specie di gioco dell’oca, né ho ben capito le ragioni esposte dalla Preside per motivare la mancata approvazione della convenzione.
11) Sono pienamente e sinceramente rispettoso dell’attività dei colleghi democraticamente eletti o designati a posizioni di responsabilità; sono pienamente e sinceramente rispettoso delle buone intenzioni rivolte ad ottenere chiarificazioni e delucidazioni. A tutti capita di commettere errori e se un collega mi fa notare un mio errore, mi permette di migliorare, ed io gliene sono grato. Se c‘è stato un problema di comunicazione, rimango ben disposto ad ogni collaborazione, che viene da me ricercata e benvenuta. I colleghi onesti e preparati sono l’orgoglio della nostra Università, alla quale sono onorato di appartenere, anche (se non soprattutto) per la qualità umana e professionale dei colleghi che ho la fortuna di conoscere e di frequentare.
12) Ciò detto, qualora, invece, dovessero pervenire indicazioni sprovviste dello spirito minimo di collaborazione e di decenza, io interpreterei tale sprovvedutezza come non soltanto un abuso ed una molestia, ma come un tentativo di mettere la nostra amata Università in una situazione di sgradevole disdoro.
13) Informerò personalmente il Magnifico Rettore di questa piccola vicenda, quando mi recherò da lui per portargli, insieme ai segni della mia antica amicizia, i migliori auguri per le imminenti festività pasquali – nell’occasione mi permetta di fare altrettanto, sin da ora, nei Suoi confronti.
Con osservanza,
Francesco Sidoti
Docteur de 3me Cycle
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