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Convegno

“La nuova geopolitica e il terrorismo Internazionale”

 Roma, 12 Aprile 2005 ore 17

Sala Tevere – Regione Lazio – Via Cristoforo Colombo, 212 

COMUNICATO STAMPA

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"Vulnerabilità delle società sviluppate e ragioni del terrorismo internazionale”

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Si è tenuto a Roma lo scorso 12 aprile, il convegno “La nuova geopolitica e il terrorismo Internazionale”, ideato dal Dr. Ruggiero Gennaro e promosso dall’Organizzazione Internazionale per lo Sviluppo delle Relazioni Diplomatiche O.N.G.

Il terrorismo Internazionale “non è più solo questione dei governanti, ma ora si rivolge contro i governati, cioè i cittadini”,così, ricordando un recente articolo del prof. Chiarelli, osserva il magistrato Davide Iori, consigliere giuridico del Ministro Buttiglione.

A livello giuridico resta ancora da dare una chiara definizione di “terrorismo internazionale” se pur il Parlamento, in seguito alla esigenza di fissare un adeguamento della normativa vigente, ha approvato nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, la legge 3 agosto 2004, n. 206, infatti, risulta essere più adeguata alla casistica recente sia in materia di tutela dei beneficiari che in termini di ristoro economico dei danni, come ha precisato l’avvocato Mario Pavone presidente ANIMI, “benché le provvidenze previste non potranno mai asciugare a sufficienza le lacrime dei superstiti né con le elargizioni né con i vitalizi se non si interverrà per garantire una civile convivenza su scala internazionale”.

E sulla importanza di una civile convivenza si pronuncia anche l’esperto in immigrazione dott. Luigi Di Maio, esortando la necessità di garantire agli immigrati maggiori tutele nei paesi ospitanti,“lo Stato deve favorire la loro piena integrazione affinché non vengano coinvolti in gruppi illegali che abbiano come obiettivo le azioni terroristiche”.

Alla non piena integrazione si aggiungono la cattiva percezione che abbiamo degli stranieri, la scarsa capacità di accoglienza, la carente conoscenza delle lingue e della cultura altrui, “piccoli problemi, ma se vogliamo una cultura della pace” – così esorta Marilena Rossano, Dipartimento affari esteri internazionali Cnr – “è proprio da lì che dobbiamo decollare”.

Lo sviluppo di nuove forme di terrorismo in Europa trae le sue radici da meccanismi culturali che hanno prodotto una crescita di gruppi estremistici e in ultima analisi anche armati. Il terrorismo nasce da ragioni storiche, ideali, politiche; non può essere combattuto senza aver capito queste ragioni. “Ad esempio, il caso algerino è emblematico in tema di proselitismo che si realizza nei luoghi più diversi, ad esempio in carcere. Vanno ammirate iniziative come quelle intraprese dal ministro Sarkozy. Anche se risponde ad una logica diversa, è una buona legge quella sul velo in Francia, che è una vera legge contro il terrorismo, perché affronta gli aspetti culturali (in un certo senso, almeno nel lungo periodo, più importanti e significativi di quelli esclusivamente repressivi)” – così prosegueil prof. Francesco Sidoti, presidente del Corso di laurea in Scienze dell’investigazione nell'università di L’Aquila, che ha rinviato ad un suo recente articolo in proposito, apparso sulla rivista Mondoperaio.

Inoltre – spiega il direttore di Globeresearch dott. Nicola Pedde – “il rischio di nuovi attentati terroristici si può ricondurre oggi agli approvvigionamenti: l’energia e le forniture energetiche sono il motore dell’economia e la presenza di ricchi giacimenti in paesi dove il concetto di democrazia e stabilità politica non è ben definito, traccia sicuramente un rischio più alto”.

È evidente che lo strumento repressivo giuridico non è in grado da solo a ostacolare il fenomeno, “è una questione di fiducia reciproca, perché c’è ancora diffidenza” – conclude il generale Vincenzo Camporini, presidente del Centro Alti studi per la difesa – persuaso però che “esista uno spazio per la deterrenza ed è quello stesso sistema con cui si è mantenuta la pace in Europa negli ultimi 50 anni”.

Hanno,inoltre,partecipato alla manifestazione,tra gli altri,il dr.Zagari della Presidenza del Consiglio, Karl Ottersen sistemi sicurezza USA,molte ambasciate e rappresentanze diplomatiche di vari Paesi  tra cui Egitto, Iran, Germania, San Marino etc., l’ing. Grassi dell’Ist. Di Credito Mediterraneo s.a., dr. Suad di Al Magrebia ed i rappresentanti di numerose altre Istituzioni nazionali ed internazionali.

Roma , 13 Aprile 2005

 

 

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