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La CIA e l'ispettore Clouseau

L'ispettore Clouseau è il protagonista del celebre film di Blake Edwards del 1964, The Pink Panther: una delle cose più belle fatte per il cinema; un melange di pochade, slapstick, sophisticated comedy. Interpretazione suprema di Peter Seller, con David Niven bravissimo come sempre, Claudia Cardinale bella come sempre. Musiche famosissime di Henry Mancini. Un capolavoro nel quale l'ispettore Clouseau è un imbecille tragicomico che pure alla fine trionfa, scassando tutto, rovinando tutto, ma facendo sbellicare per le risate. Non crediamo che sia stato per fare un complimento che il CORRIERE DELLA SERA abbia tradotto e pubblicato, il 15/12/07, questo articolo di CHRISTOPHER HITCHENS , inizialmente pubblicato su Saloon (se non ricordo male), distribuito in Italia da "New York Times Syndicate", con il titolo  Se l'ispettore Clouseaulavora alla Cia. Sottotitolo: PERCHÉ ABOLIRE L'AGENZIA USA D'INTELLIGENCE. Di tutto quanto è detto nell'articolo riportiamo soltanto la parte iniziale e quella finale:

 

"Sembra improbabile che il presidente Bush sia venuto a conoscenza del rapporto dei servizi segreti americani riguardanti le ambizioni nucleari iraniane solo pochi giorni prima di tutti noi, ma la goffaggine delle sue reazioni suggerisce che, forse, le cose stanno davvero così. Dopo tutto, se il suo governo fosse stato informato da tempo che i mullah avevano schiacciato il tasto pause sul loro programma nucleare verso la fine del 2003, avrebbe potuto vantarsi a ragione, chissà che la caduta di Saddam Hussein aveva avuto sugli iraniani il medesimo impatto ottenuto sui libici, costringendoli a un ripensamento sulle continue infrazioni al trattato di non proliferazione nucleare. ...

Affermare che l'Iran abbia «fermato», e non temporaneamente sospeso il suo programma, equivale a offrire un'opinione, non dati certi. I mullah continuano a stoccare gli ingredienti a base di uranio e plutonio per la fabbricazione di armi e saranno presto pronti a concedersi una pausa, assieme ad altri Paesi come il Giappone, sapendo perfettamente che basteranno poco tempo e un piccolo sforzo per dotarsi della Bomba. Allora ci chiediamo come mai i nostri servizi segreti abbiano contribuito ad avvalorare le affermazioni menzognere della teocrazia iraniana, e causato al contempo, e pubblicamente, un grave imbarazzo al presidente Bush, quasi compiacendosi di poter infilare qualche bastone tra le ruote della sua politica? Il rapporto non ha azzerato soltanto l'ipotesi di un raid contro l'Iran, ma anche la possibilità di intervenire con pressioni economiche e diplomatiche. La strategia di convincere l'Onu ad adottare sanzioni contro il regime, che stava per raccogliere gli ultimi voti cruciali, oggi può considerarsi morta. Ottimo lavoro da parte di tutti coloro che dovrebbero garantirci sonni tranquilli. Una spiegazione è che, come il gatto di Mark Twain, che una volta scottato da una stufa calda non si sedette più neppure su una fredda, la Cia ha adottato una politica di cautela per rimediare alle figuracce fatte in Iraq. E' un'ipotesi solo superficialmente plausibile, perché trascura il fatto che per gran parte del dibattito sull'Iraq la Cia si è dimostrata fermamente ostile a qualsiasi proposta di rovesciamento del regime. Quest'ostilità è andata dal tentativo frenetico di screditare Ahmad Chalabi e il Congresso nazionale iracheno, fino al pasticcio delle spie Plame/Wilson, e alla «denuncia» contro Robert Novak per le rivelazioni presentate al ministero di giustizia. I conflitti interni a Washington, tra la Cia e il ministero della Difesa, hanno inflitto danni senza precedenti al governo, con l'aggravante che ora si tratta di un governo impegnato in una guerra. Oggi abbiamo l'ulteriore conferma dell'incredibile clima di illegalità e insubordinazione che continua a prevalere nella Cia fino ai massimi livelli. In un momento in cui il Congresso e la magistratura sono impegnati nella questione critica degli interrogatori spinti al limite della legalità, e in un momento in cui le accuse di tortura non fanno altro che infangare e screditare gli Usa agli occhi del mondo, un alto funzionario della Cia prende per conto proprio la decisione di distruggere la prova più cruciale. E' un atto che deve essere definito per quello che è: insubordinazione e tradimento. Malgrado la sfilza di rivelazioni sulle sue malefatte, la Cia non riesce a cancellare l'impressione di essersi arrogata il diritto di sovvertire i processi democratici sia in patria che all'estero. La sua arroganza criminale potrebbe essere in parte scusata se avesse mai colto nel segno, ma dalle sue più celebri previsioni - che l’URSS sarebbe durata a lungo, che Saddam non avrebbe mai invaso il Kuwait - i nostri 007 possono vantare un curriculum simile a quello dell'ispettore Clouseau, e non si smentiscono nemmeno in quest'occasione, con l'assoluzione concessa a Mahmoud Ahmadinejad. Fu in seguito al rapporto ridicolo sulla salute e prosperità del regime comunista in Russia che il defunto senatore Daniel Patrick Moynihan aveva invocato l'abolizione della Cia. E' venuto il momento di ripresentare questa mozione. La Cia non è soltanto incapace e inutile, ma rappresenta una vera minaccia. Meglio sarebbe mandare tutti a casa e ricominciare daccapo.

 
(pubblicato il 16/12/07)