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UNA SCELTA CORAGGIOSA TRA FILOSOFIA E PROSTITUZIONE
Dopo Roma e Bari, gli organizzatori della kermesse, hanno confermato la tappa a Venezia. Ma dalla municipalità di Marghera, in prima linea il presidente di Rifondazione Renato Panciera, si è levato un altolà: «Quella manifestazione compromette il nostro lavoro anti-prostituzione». Dello stesso parere la Cgil donne. Il sindaco Cacciari ha così raccolto i malumori. Prima ha provato a traslocare la fiera al Terraglio scontrandosi con i residenti. Lunedì sera ha firmato un’ordinanza con la quale ha negato alla Geat Srl la licenza di pubblico intrattenimento. Le motivazioni del divieto: «tutelare le condizioni di vivibilità dell’abitato di Marghera» e scongiurare «un potenziale pericolo per la sicurezza urbana». Vale a dire: «La manifestazione — si legge — può attrarre numeroso pubblico. E per le sue peculiari caratteristiche, prevedendosi 'l’attiva partecipazione degli spettatori', è inevitabile l’attivazione di meccanismi di rimozione dei freni inibitori». Il riferimento va quindi alla «settantina di prostitute presenti nella stessa zona e nello stesso orario » della manifestazione. E agli alti costi del servizio di vigilana «che resterebbe a carico dell’amministrazione comunale». L’ordinanza ha incassato le critiche degli «assessori rosa» della giunta Cacciari: da Laura Fincato a Mara Rumiz. Ma anche di Vladimir Luxuria, Tinto Brass. Quindi è stata impugnata dagli organizzatori che hanno presentato ricorso al Tar del Veneto puntando sul «ruolo di censore» assunto dal sindaco in base ai nuovi poteri: «L’ordinanza segna il passaggio dallo stato di diritto allo stato etico», ha affermato il portavoce Emilio Magliano.
Ieri la sentenza: Erotica 2009 andrà in scena. I tempi per un ricorso al Consiglio di Stato non ci sono: «Troppo intelligente, Cacciari, per infilarsi poi in questa strada», ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Laura Fincato, parlando di «boomerang culturale». «Non capisco ma mi adeguo». Questa mattina Erotica 2009 si troverà però a dover affrontare l’esame di agibilità. Quindi a garantire alcune prescrizioni di ordine pubblico. «Ad esempio che l’uscita delle 'artiste' — 'tra virgolette', sottolinea Agostini — non sia la stessa del pubblico». Come dire: la partita non è ancora del tutto chiusa.
Alessandra Mangiarotti
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