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Berlusconi e i liofilizzati
da un'intervista di Stefano Zurlo, sul "Giornale" del 22 giugno 2009
Milano - Due indizi sono una coincidenza, ma cinque fanno una
prova. Di più: «La prova di un complotto». A dirlo è uno storico insospettabile
di simpatie berlusconiane: Aldo Giannuli, autore di numerosi libri, consulente
delle Commissioni stragi e Mitrokhin, da sempre vicino all’ultrasinistra.
«Certamente - spiega Giannuli al Giornale - nella vita accadono molte coincidenze, ma insomma che tutte insieme vengano fuori: la signora Veronica, la sentenza Mills, Noemi, le foto di Villa Certosa, la D’Addario e tutto nel giro di un mese, qualche dubbio lo fanno venire».
Dottor Giannuli, addirittura lei parte dalla sentenza Mills. Ce l’ha
con i giudici?
«No, dico semplicemente, e lo scrivo anche nel mio sito, che questa storia
inizia col verdetto Mills. Magari qualcuno lo aspettava per far uscire tutto il
resto».
Chi?
«Ad avercela con Berlusconi possono essere in tanti. Ricordo solo che dal suo
ritorno a Palazzo Chigi Berlusconi ha ostentato una forte intesa con Vladimir
Putin - si pensi alle posizioni assunte nella crisi georgiana dell’estate scorsa
- e questo mentre incombe una nuova guerra fredda fra Mosca e Washington.
Inoltre, il 19 maggio scorso è arrivato l’accordo Eni-Gazprom che ha mandato
all’aria una analogo progetto americano che però passava tutto fuori dal
territorio russo».
Gli attacchi più forti sono venuti dai media di Murdoch.
«Ci stavo arrivando. Non è affatto escluso che Rupert Murdoch abbia qualche
interesse per Rete 4. Forse non è del tutto casuale che i suoi giornali si siano
dimostrati così attenti alle disavventure del nostro premier».
Congetture: Berlusconi ha appena incontrato in un clima cordiale
Obama e i giornalisti del gruppo Murdoch dicono che il loro editore non si
sognerebbe mai di dettare la linea.
«Io osservo che Murdoch potrebbe avere interesse a far cadere il Cavaliere e poi
noto che su Palazzo Chigi in poche settimane si è abbattuta una valanga».
Il caso Noemi?
«Potrebbe essere stato un incidente di percorso. Le cose si fanno meno chiare
con le foto a Villa Certosa».
Perché?
«C’è un fotografo professionista che, non si capisce come, riesce ad avvicinarsi
ed entrare nella villa senza essere scoperto e questo più volte nel giro di
anni. Antonello Zappadu scatta cinquemila foto e poi le tira fuori tutte
insieme. Chi è: Mandrake?».
Secondo lei?
«Cicchitto non ha detto una cosa sbagliata quando ha osservato che, se al posto
del teleobiettivo di una fotocamera, ci fosse stato il cannocchiale su un fucile
di precisione, oggi parleremmo di Berlusconi al passato. In condizioni normali
il responsabile della sicurezza e del servizio scorte sarebbe stato liofilizzato
anche per cinque fotografie».
Insomma, lei la prende da lontano, ma arriva a lambire i Servizi che,
fra l’altro, per il suo lavoro conosce molto bene.
«Io mi faccio un’altra domanda: come mai questo fotografo si tiene nel cassetto
per anni le foto, senza venderle a nessun giornale specializzato? Le scattava
per collezionismo?».
Un collezionismo particolare?
«Questi collezionisti chiamano il loro hobby dossieraggio».
Lei è barese, come Patrizia D’Addario. È sorpreso da questa storia?
«Moltissimo. Se è vero che ha incontrato Berlusconi, vuol dire che ci è arrivata
debitamente referenziata e garantita, al punto da passare senza intoppi ai
controlli di Palazzo Grazioli, munita di tutti gli aggeggi elettronici del caso.
Anche qui la sicurezza mostra qualche falla: purché si sia donne avvenenti ci si
può accostare al premier anche con un bazooka. Ma non è questo il punto più
importante».
E qual è?
«Il comportamento della donna. Perché, sempre che sia vero, fotografava e
registrava tutto. E poi una professionista del suo calibro dovrebbe essere molto
attenta a garantire la propria riservatezza».
Forse, vicina al traguardo dei 45 anni si sentiva a fine carriera?
«Forse. Quel che è certo è che dopo questo show la signorina in questione ha
finito di lavorare. E allora sono assalito da molti dubbi».
Il primo?
«Patrizia ha deciso di ritirarsi dal mercato perché qualcuno le ha offerto una
confortevole buonuscita».
Chi?
«A Bari si mormorano dei nomi. Ma io non ho elementi per puntare il dito. Io
penso però che lo stesso benefattore si sia preoccupato di darle anche le
necessarie garanzie sul suo futuro. Un futuro sicuro e confortevole. E mi viene
un altro sospetto. Forse la signorina alterna il mestiere più antico del mondo
con il secondo più vecchio: quello di spia. Non sarebbe la prima doppiolavorista
del settore».
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